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Il professor Morte » Silvio facci ingoiare

Spinoza

Un blog serissimo.

L'Antidemocratico

Silvio facci ingoiare

Alfin la Seconda Repubblica annegò nello sperma. Silvio Berlusconi, l’uomo più potente d’Italia, è stato tradito dal suo stesso harem. Ricattato dalle puttane. Questo emerge dalle intercettazioni. Troie a seno scoperto, pompini non più solo (!?) a trecento euro, bunga bunga, cene con festini osé, scopate per denaro o appartamenti o altri regali (dorate tartarughine?), adorate venezuelane, dominicane, brasiliane, rumene, gemelline napoletane (a chi non fan sangue quelle?) ed altre italiane, maggiorenni pocopiù e pocomeno, scenette saffiche per la goduria del Sultano. E soldi, tanti soldi, per tener la bocca chiusa (oltre che piena).

Silvio, dai, raccontaci tutto. Gli italiani le hanno sopportate tutte, le tue marachelle da Sultano, perché gli italiani ingoiano più delle tue troie. Non te n’eri accorto? Le tue televisioni di merda, le tue figuracce internazionali, i tuoi privilegi e quelli dei tuoi sodali, le tue sottomissioni alla malavita, le corruzioni per tuo conto, le leggi fatte su misura per te (che dunque stanno strette a tutti gli altri): gli italiani ingoiano sempre l’amaro seme dei loro padroni. Son fatti così, alla maggioranza di loro non interessa d’esser dei miserevoli schiavi se possono avere in regalo una tartarughina. Franza o Spagna, purché se magna, don’t you know that?

“Che razza di impestata puttana ami: ti vergogni di confessarlo”, scriveva il poeta latino Catullo più di duemila anni fa, “a niente serve tacer le prodezze, a niente”. Ora invece sei costretto a rimetterci quattrini e a cercare di giustificarti in televisione (in tribunale sarebbe troppo difficile, lo comprendiamo). Un’arrampicata sugli specchi è impresa improba, per un ultra-settantenne che da tempo non sopporta di veder riflesso un così invecchiato se stesso. E allora suvvìa Silvio, raccontaci tutto.

Vogliamo sapere tutto, non perché ci interessino le tue peripezìe da porco matricolato, ma perché vogliamo vedere gli italiani che ingoiano ancora. Basta col popolo che se lo prende in culo, è un film vecchio. Basta coi bukkake di menzogne trasmessi ad ogni ora in televisione. Basta col fistfucking alla Costituzione. Smetti di segare i tuoi avversari, estenuandoli uno dopo l’altro, ché tanto durano due minuti come Veltroni e poi tornano sempre a farti le coccole. Basta con gente che si masturba con gingilli marchiati Mediaset, con vibranti cagnare da Maria De Filippi o grazie al voyeurismo di bassa lega del Grande Fratello. Vogliamo vedere gli italiani ingoiare. Abbiamo bisogno, ancora una volta, di saperli nascosti in quelle legnose e rattoppate cabine elettorali mentre appongono l’ennesima croce sul tuo nome, sul tuo simbolo, perché dobbiamo individuarli tutti e ricordarcene. È bella, la democrazia, perché comanda il popolo (così ci dicono); ma se il popolo fa ribrezzo – come la mettiamo? Non vorrete forse convincerci che ci volevano le puttane per screditare un presidente del Consiglio che ne ha combinate di molto peggiori. O sì?

(E come stupirsi, come biasimare il fatto che, come pare dai sondaggi, gli scandali sessuali spostino così pochi voti? Forse in Italia ci sono così tante troie che ora voteranno tutte per Colui che incarna il loro datore di lavoro ideale, ed Egli rivincerà le elezioni – chi lo può dire? Per stabilirlo, ci vorrebbero i leoni che “non mangiano le vergini” sognati prima da Jonathan Swift nel 1710, e poi da Giuseppe Prezzolini più di due secoli dopo. Tenuti presso il cimitero di ogni parrocchia a spese del Comune, questi leoni sarebbero serviti da cartina a tornasole della zoccolaggine. Ma qui non si trovano, e certo non si può pretendere che gli inviati di Lucignolo facciano tutto il lavoro)

Quindi perché tentenni? Perché tieni tutto dentro, Silvio? Non stare al gioco dei ricatti, fa’ saltare il tavolo, raccontaci tutto, fino ai particolari più beceri. Impugna di nuovo il frustino mediatico – bandana in testa e niente sotto: il popolo italiano è uno slave che gode ad essere umiliato, approfittane! Vai Silvio, facci ingoiare.

70 commenti a “Silvio facci ingoiare”

2 • ALESSSANDRA16 aprile 2011 alle 11:46

“Consigli di Caligola a Claudio”
1) Se vuoi essere tu il padrone, poiché non puoi fare tutto da te medesimo e ti sarà forza servirti dell’ opera de’ tuoi ministri, bada bene alla scelta. Un uomo che abbia principj e che operi in conseguenza non è da scegliersi, perché s’ opporrà alla tua volontà ogniqualvolta ella sia diversa da’ suoi principj. Guardati dall’ uomo virtuoso, fermo e che abbia l’ animo libero; egli cercherebbe di fare l’ interesse de’ popoli, ambirebbe la gloria, sacrificherebbe tutto alle sue idee e ti darebbe inciampo ad eseguire la volontà tua e ad agire da vero padrone. 2) Anche i più infimi ministri, se non altro colle loro consulte e rimostranze, se sono di quella genia t’ infastidiscono e da esecutori che debbon essere degli ordini del monarca s’ erigono in consultori e correggenti. Lascia nelle biblioteche e sulle cattedre i letterati e i filosofi, e non ti lasciar seddurre dalle loro false attrattive; il popolo ha da obbedire e non da ragionare, i ministri sono stromenti passivi della sovrana volontà del monarca, una mente sola governa. 3) Sceglierai adunque per tuoi ministri uomini che ambiscano la tua grazia sopra di ogni altra cosa, uomini che non abbiano nè beni di fortuna nè aderenze e che tutta in te solo collochino la loro esistenza. Gli uomini che sieno di vita illibata e irreprensibile sono sospetti perché sicuramente operano per principj. Un vizio ti è garante più sicuro della loro piena sommissione: chi ha debiti e non paga i creditori sicuramente sarà pontualissimo a ubbidirti per conservare la tua grazia e la carica concessagli, senza di cui sarebbe rovinato. 4) Chi è libidinoso e molle sacrificherà tutto per conseguire l’ autorità che gli proccura occasioni facili per soddisfarsi. In somma chi ha delle magagne rispetta e obbedisce al medico; il vizio sarà il migliore garante di ogni altro della tua autorità. L’ uomo virtuoso è da tenersi ben lontano; i due Bruti per quella strada annientarono il potere d’ un solo, il quale non si radica e consolida se non colla corruttela. Se nella scelta ti sei ingannato, se scopri ne’ ministri che camminino senza inciampare e arditamente o al ben pubblico o alla gloria scacciali, non sarà mai troppo presto. 5) Non ti consiglio però di scegliere persone infamate per la scostumatezza e che fossero screditate presso del popolo; ma ti consiglio di scegliere uomini mediocri, timidi, incerti ne’ principj, macchiati di vizi bensì ma con riserva, e tali che facciano eseguire quanto gli si ordina senza ambiguità alcuna. Gli uomini che pretendono allo spirito non sono buoni, meglio i pedanti; i filosofi poi sono la peste vera d’ ogni governo e se non giugni a screditarli, spegnili che sono pericolosi. 6) Rispetto ai tribunali di giustizia lascia tutti gli imbrogli e le cabale come sono, perché i popoli quanto più temono tanto pensano meno e giova che in tutto dipendano dagli uomini anzi che dalle leggi. I giudici saranno venali, e perciò più paurosi in faccia del monarca, temendo un processo. I popoli costretti a raggirarsi per guadagnare il favore de’ giudici e quindi rivolgono la loro sagacità alla corruzione, base unica del potere arbitrario, e quindi s’ allontanano sempre più da quelle idee secche e precise della giustizia che potrebbero poi rivolgere contro del governo. 7) L’ incertezza, l’ arbitrio, il maneggio lasciali in possesso de’ tribunali. Che se anco il popolo tumultuasse per cattiva amministrazione della giustizia, coll’ impiccare alcuni senatori tu lo calmi e ti acquisti fama di ottimo Principe, Padre de’ popoli. È bene che le persone in carica siano odiose e odiate; la moltitudine crede sempre che ciò avvenga perché male ne sia informato il Monarca; sin che il popolo sta in dovere tu ne godi, se si scuote sacrifichi i tuoi commessi e ti raddoppi la benevolenza. 8) La superstizione è necessaria per sempre più contenere il popolo. I ministri del culto sono interessati a coltivarla, perché essa dà loro pane e considerazione. Bada a non screditarli, ma bada pure a contenerli. Quanto meno ha il popolo di religione e quanto ha più di superstizione, tanto più è sicura l’ obbedienza. 9) La Religione illumina e rende virtuosi gli uomini, la loro virtù ha per oggetto l’ obbedienza a Dio Ottimo massimo scrutatore de’ cuori, che non lascia mai la virtù senza ricompensa e il vizio senza pena. La Religione insegna d’ adorar Dio colla beneficenza, colla tolleranza, colla bontà verso degli uomini nostri fratelli, c’ insegna d’ essere giusti, onesti, fedeli ai doveri, osservanti delle leggi, sinceri e buoni. 10) La superstizione immerge nella notte degli errori, occupa l’ uomo di alcune pratiche di culto esterno, lo volge alla ipocrisia, lo scosta dalla virtù e gli fa sperare la sua felicità nella cieca deferenza a un fanatico direttore. L’ uomo religioso ragiona; l’ uomo fanatico odia chi ragiona, lo perseguita, lo maledice, lo sradicherebbe dal mondo se potesse. La superstizione tiene il popolo avvilito, è l’ annello nel naso del buffalo, non lo togliere se vuoi regnare lungamente. 11) La tua Corte sia magnifica; il popolo è soggiogato dalla pompa e dalla maestà del Trono. Non essere facilmente visibile, la riverenza sarà maggiore; sia sempre corredato dal cerimoniale, sembrerai una divinità; coi tuoi cortigiani sia contegnoso e benefico con misura; la Corte è una lotteria, pochi guadagnano e molti vi si rovinano. Quando benefichi, tu ti fai un ingrato, ma di tempo in tempo conviene farlo per tenere in lena gli aspiranti. 12) Se vuoi essere familiare, sialo con persone di nessuna nascita, non mai co’ nobili: i primi né sapranno né potranno abusarne. In somma persuadi ben bene a tutti che tu sei più che un uomo e sia tu stesso persuaso che gli altri sono meno che uomini. Osservali infatti e vedrai quanto poco basti a far loro perdere la ragione e stimali se è pure possibile! L’ uomo è un animale nato per servire ed essere deluso da un accorto signore. Se giugnesse a pensare tutto è rovinato. Veglia e impediscilo.

Verri Pietro

“Consigli di Caligola a Claudio”

testo di Pietro Verri incluso nel VI volume, curato da Carlo Capra, della Edizione nazionale delle sue Opere

Erotomania, autoreferenzialità, paranoia, mania di grandezza, egolatria sono le caratteristiche del potenziale dittatore. Non siamo arrivati alle repressioni sanguinose forse perchè nel caso di B. vi è anche un surplus di narcisismo, che è desiderio di essere amato. Ma potremmo sempre fare un passo più in là, se la pazzia lo ottenebrerà sempre più, com’è accaduto al suo amichetto Gheddy: citare le B.R. è un campanello.

.

:D !!! comunque forse sono un illuso, ma credo che tra un po’ chi inizierà a ingoiare sarà Silvio.

Come avevamo già discusso sul forum, e hai detto anche te ci sarà un voltagabbana incredibile. E io credo che in quel momento Silvio da eroe caduto diventerà il capro espiatorio. Perché gli italiani sono così – e lo sono anche gli argentini, non è che mi stia discostando -, quando l’Eroe cade, lo mettono alla gogna per ripulire la coscienza e ricominciare da capo. Nessuno l’ha più votato, nessuno lo voleva.

Rifacciamo gli stessi errori di prima.

@santiago: effettivamente da qualche tempo da sotto il tappeto sta venendo fuori la polvere,dietro l’unità di facciata c’è un malcelato nervosismo dei colonnelli,tutti vogliono la poltrona del generale,ma nessuno ha il coraggio di vibrare il colpo, quando assurgi qualcuno a tuo dio le metalliche e terree lame nulla possono su di lui nelle tue mani,e ci si aspetta l’intervento di giove pluvio(illusi,non sono le lame che uccidono,ma la determinazione di chi le impugna,e con la giusta determinazione anche i falsi dei cadono)
aspettiamo e vedremo

5 • ALESSSANDRA16 aprile 2011 alle 13:02

anche se sono tutti dei bruti, hanno un coraggio da kalende greche più che da idi di marzo…

Prof M.,
Io resto molto perplesso. Un pezzo che andava benissimo su un tuo blog. Ma non riesco a vederlo su Spinoza. Neanche sulle pagine laterali di AlterSpinoza (non chiamiamole editoriali, eh!)
Ci vedo tanta rabbia ma non riesco a vederci satira o leggerezza o tutto quell’altro che mi attira verso Spinoza. Mah!

7 • Luigi16 aprile 2011 alle 13:16

Ma niente affatto. Gli italiani schifosi come e più di lui, continueranno a sostenere la peggiore feccia. Silvio o chi verrà dopo; un popolo di merdaioli non merita altro, in saecula saeculorum. Amen.

9 • Peste16 aprile 2011 alle 15:27

Prof, marry me! Gran post 2.0
@ Luigi: mah, qui direi che in saecula sanculamo, più che altro..

Bello, molto bello, bellissimo. Affatto spinoziano o meglio, affatto vicino allo Spinoza che fu e che con questa rubrica sta cambiando.

Siamo in ballo.

12 • Barracuda Ficcanaso16 aprile 2011 alle 17:01

Che delusione! E tu saresti antidemocratico? Questo post trasuda moralismo dipietrista!

13 • Callo16 aprile 2011 alle 20:37

Un post del genere mi sembra che edulcori lo spirito spinoziano, come del resto anche il tuo precedente.
Per carità, un pezzo che ha un senso, ma sinceramente con Spinoza mi sembra che c’entri poco…

14 • erre16 aprile 2011 alle 21:28

Bel post, forse.

MA di tutt’altro tenore rispetto al primo… mi dispiace, ma questa è solo rabbia condita di torpiloquio hard. Mille punti, invece, al commento di Alessandra (il n°2), che ringrazio per la citazione

15 • Marco dalla Sardegna17 aprile 2011 alle 12:34

Qualsiasi forma di governo è un fallimento: il dispotismo è ingiusto per tutti, incluso il despota che probabilmente era fatto per cose migliori. Le oligarchie sono ingiuste per i molti, e le oclocrazie sono ingiuste per i pochi. Una volta si pensava alla democrazia significa semplicemente far bastonare il popolo in nome del popolo. L’abbiamo smascherata.
(L’anima dell’uomo sotto il socialismo di Oscar Wilde.)

Quanto aveva ragione Oscar Wilde.

16 • Corto18 aprile 2011 alle 08:00

Che rottura di minchia quelli che dicono “sei poco Spinoza” bla bla…
Se non vi piace il Prof, non leggetelo, punto!

A me è piaciuto, amaro come la realtà di questa cazzo di Italia.

19 • andrea18 aprile 2011 alle 12:03

un’ottima occasione per un commento intelligente su una triste vicenda. occasione per un parere insolito e vivace. poi riempi il tutto di grottesco per via del linguaggio: così raggiungi solo chi Berlusconi già non lo sopporta più. quindi: occasione sprecata

21 • Verticalizzamelo18 aprile 2011 alle 13:56

@ Marco e quanti altri simili: C’entra con Spinoza in quanto rubrica del sito Spinoza utilizzante uno stile diverso dal classico stile spinoziano perché così è stato pensato/deciso dalla redazione di Spinoza. Basta leggere, ci sono link e pagine apposta di spiegazioni. Magari se qualcuno ve lo spiega con una battuta breve, lo capite meglio: aperte le rubriche di spinoza, disegni, invettive in prosa, battute in diretta su programmi in diretta, ma niente battute flash su notizie. Ma perché?? Perché ci sono già nella apposita sezione. E come faremo adesso? Cioè leggo un rubrica e non trovo battute flash! Come faccio? Prova ad andare nella apposita sezione per le battute flash, nel solito forum. Chiaro?? :)

22 • Verticalizzamelo18 aprile 2011 alle 14:04

@ andrea: non preoccuparti se questo articolo raggiunge (e non credo) solo coloro che di Berlusconi ne hanno già da tempo le palle piene. E’ sempre meglio ricordarglielo, visto che non se le sono ancora svuotate, le palle.

24 • MaliaErrante19 aprile 2011 alle 00:43

Un bell’articoletto, di per sé.
Continua a non convincermi la firma: perché Professore?

25 • marco19 aprile 2011 alle 09:07

@verticamelizzamelo. ma sí certo ognuno é libero di fare quello che vuole. Peró quello che riesce meglio a spinoza é fare altro e farlo con leggerezza. Questo é il marchio di fabbrica.
Sinceramente delle opionioni condivisibili della redazione e degli autori di spinoza non me ne importa nulla: ci sono tanti blogger piú bravi di spinoza a fare questo.

26 • Sonia19 aprile 2011 alle 10:37

Mi hai tolto le parole di bocca…
L’ho letto senza quasi respirare, era come se parlassero i pensieri che ho in testa da mesi.

27 • il_Sassaroli19 aprile 2011 alle 17:39

Molto ben scritto, rien a dire.
Traspare il comprensibile livore di chi, per l’ennesima volta, vede la Storia (con s maiuscola o minuscola poco importa) andare dalla parte opposta a quella sperata. Ma restano sempre gli eventi Feltrinelli o i pamphlet di Michael Moore con cui corrobarsi la coscienza di indomito quanto inascoltato predicatore nel deserto. Noi, beceri rappresentanti del popolo bue, ingoiamo. Tu lo prendi in culo, ci si può appoggiare a qualche mobile ed è molto più comodo. Questione di (dubbi) gusti

29 • Gianca19 aprile 2011 alle 23:55

Grande Professor Morte, il rimestio turbinante della voce aulica e di quella popolana e volgarotta colpisce nel segno, forte di una lungimiranza che resta carica per tutto il tempo del testo. Continua a sputtanarci così! Magari, qualcuno ne prenderà pure coscienza, dello stato in cui si trova…

31 • tonii22 aprile 2011 alle 11:19

più che ingoiare Berlusca ordina, esattamente come nel “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (un film la cui visione è obbligatoria per chi voglia dirsi civile) di mangiar merda.
E nessuno disobbedisce.

33 • Brigante Lucano22 aprile 2011 alle 19:35

Leggo commenti alquanto critici a questo come al precedente post del Prof. e commenti che raccolgono l’invito ad esercitarsi sulle questioni proposte.
La satira non può essere il momento dell’opposizione anche se i protagonisti della satira possono in parte coincidere con i protagonisti dell’opposizione.
La satira offre momenti di ilarità, di riflessione, di sfogo e non può essere confusa nè con la barzelletta nè con la politica.
La satira prende di mira in primo luogo il potere
mostrando debolezze, miserie, abusi.
Riconosciamo che fare satira su Berlusconi ed il suo intorno più prossimo, cioè parlamentari, ministri, servi e mignotte, diventa, date le qualità dei protagonisti, esercizio fin troppo facile.
Ma, c’è un ma. Berlusconi non è “il potere”. Egli è il bersaglio che il potere ci offre. Quando, e se, potrà essere demolito ne avremo un altro.
Circa vent’anni fà un sistema collassava sotto il peso delle indagini e dello sdegno dei cittadini. Molti davano per scontato che la sinistra, meno compromessa in fenomeni di corruzione e di arricchimento personale, avesse finalmente la strada spianata per sperimentarsi al governo del paese. La storia la conosciamo. Berlusconi incalzato da indagini e processi si fece avanti per difendersi attaccando; ma è altrettanto vero che il suo successo fu determinato da altri soggetti che su di lui hanno investito.
Si tratta in primo luogo della cosiddetta finanza, cioè di una galassia di interessi, banche, assicurazioni, monopoli/oligopoli (comunicazioni, trasporti, reti, energia) che drena risorse facendo la cresta sull’economia vera ed impoverendo tutti ad ogni latitudine. Sono soggetti riconoscibili che si servono di Berlusconi finchè dura: multinazionali, fondi di investimento, Vaticano, mafie varie; chiunque abbia accumulato grandi ricchezze.
Allora, se il nostro bersaglio è intercambiabile e rinnovabile si comprende come la satira sia cazzeggio e sfogo.
L’eventuale caduta di B. non coinciderà con l’ascesa al governo della sinistra, dei progressisti, della legalità, ecc.
Ora cazzeggiamo su B.
Fra qualche tempo, presto o tardi su altri che ci proporranno.
Spinoza non cambierà questo mondo.
Potrà riderne

34 • Giulio26 aprile 2011 alle 01:39

“Per quanto ancora?”…”facci ingoiare”
La risposta è che abbiamo già smesso di ingoiare, nichilisti tutti, inutili; ingavi, aspetteremo che “il Sultano” giunga alla fine dei suoi giorni.

36 • effettos26 aprile 2011 alle 14:43

rabbioso e provocatorio.
per qualcuno un complimento per altri una critica.
a me è piaciuto

p.s.
diventa sempre più difficile sorridere, seppur a denti stretti, di queste vicende.

37 • unoqualsiasi26 aprile 2011 alle 18:16

complimenti ad alessandra per la citazione una vera chicca.
dell’articolo non colgo ne ironia ne originalità. sembra scritto da un altro rispetto a quello sull’antidemocrazia. fare ironia su berlusconi e di una banalità disarmante, farla sugli italiani e provincialismo puro, lo stesso provincialismo con cui gli italiani si danno un tono autocritico per volersi distingure dal provinciale… e così chic così borghese. no non credo di aver capito

mi scusi prof. ma se voi scrivete un articolo critico sulla pretesa universalistica della democrazia occidentale, come, poi, di grazia potete insolentire in tal guisa l’ on. presidente berlusconi che dell’antidemocrazia è un paladino e presto ne sarà monumento? nessuno mai è riuscito a smascherare le istituzioni democratiche meglio del presidente ne manco bush ne manco gli inglesi e i francesi, solo il presidente ci ha mostrato nude le istituzioni con tale evidenza, come delle prostitute prezzolate.
ora e sempre forza presidente. se si votasse sarebbe da votare.

38 • unoqualsiasi26 aprile 2011 alle 18:41

scusate non avevo letto “cos’è l’antidemocratico”
“Lo scopo è quello di sviluppare, per mezzo di editoriali, uno stile satirico caustico, sferzante, sfottente, col quale veicolare idee scomode, ribelli, antistoriche.” no non ci siamo l’articolo è solo banale, non fa ne ridere ne riflettere non c’è nulla di sferzante sfottente nessuna idea scomoda ribelle antistorica. se si cambia il termine sperma con melma potrebbe essere un monologo di vergassola a parla con me o di travaglio a mondo zero
“Qui si fanno invettive in prosa come ormai le fanno in pochi” si ok è un esercizio di prosa. adesso capisco xrkè vossiria è chiamato il professore.

39 • maria28 aprile 2011 alle 07:19

…. bello, ma sinceramente, da donna, non resisto a non contestare al Professore questa frase “Forse in Italia ci sono così tante troie che ora voteranno tutte per Colui che incarna il loro datore di lavoro ideale, ed Egli rivincerà le elezioni – chi lo può dire?” … magari, piuttosto, in Italia ci son cosi tanti uomini che lo vedono come una divinità virile che si può permettere cose che in molti, ahimè, vorrebbero. noi donne siamo scese in piazza per dire che ci fa schifo, e lei dov’era Professore?

40 • Cocus28 aprile 2011 alle 17:20

..mentre il popolo è soggiogato dalla pompa e dalla maestà del Trono, verrà il tempo che, in trono,
soccomberà Lui medesimo alle pompe..

Grazie ad Alesssandra per la citazione..

41 • manuel29 aprile 2011 alle 08:51

Dunque l’invettiva mi piace moltissimo, non credo sia rivolta a Silvio quanto piuttosto agli italiani che “non lo hanno votato”. Mette in luce l’aspetto “porno” del nostro presidente che non ha nessuna relazione con la reificazione dei corpi o la biopolitica che era invece presente in Salò di Pasolini. Qui siamo in ambito POP, quindi Berlusconi è un’icona porno-pop. O pop-porno, se vi piace la musica cretina.
Cambia tutto il corollario.
Come al solito vedo interventi inutili di gente inutile che passa il tempo a fare critiche inutili dicendo “fa ridere non fa ridere è satira non è satira ODDIO sembri Travaglio” a chi le cose LE FA…ragazzi, è troppo facile così, e infatti la risposta del Prof. è ottima: cimentatevi!
Invece l’aspetto più interessante dell’invettiva è l’idea che Berlusconi potrebbe osare di più, se volesse. La percezione che negli italiani si sia sviluppata una tale assuefazione da fargli cercare oggi l’overdose…
Un masochismo terribile, conseguenza di un senso di colpa enorme e collettivo che andrebbe analizzato meglio, una danza macabra, lo svago folle di Weimar che precedette il III Reich, o l’inabissamento del Titanic.
Si avverte in chi scrive (come in chi legge) un rabbioso cambio di prospettiva, di marcia. Davvero volete tutto questo? Allora vi meritate di averne tanto da morirne.

Si lo so, sono banale, non faccio ridere, sono pedante (fors’anche moralista? ma perchè il terrore di questa parola?) ma a me interessa la verità.
E’ vero quello che c’è scritto qui sopra? Per me si. Mi fa riflettere, mi sposta il baricentro? Si.

43 • massiva3 maggio 2011 alle 10:04

tutti giochi di identità.
il demente silvio che si è imbarcato in un delirio che ha esautorato la sua stessa anima e che lo vede costretto ad una rincorsa cretina dell’idea che lui e gli altri hanno della sua persona; i moralisti che non accettano l’identità di Spinoza (se il sito pubblica questa invettiva essa è indubitabilmente “da Spinoza”, scegliete voi i blog da frequentare bacchettoni!); i morali che sono relegati ai confini dell’impero; gli smidollati prostrati anemici insipidi che reggono il trono (chissà perchè il primo che mi viene è sempre bondi); i veri saggi che nei loro bunker muovono i fili di silvio con la maledizione di non poter mai uscire al caldo del sole…
in questa aria di restaurazione continua fluttuiamo.
visitai la Certosa del Galluzzo con una mia amica italiana ed una africana. posto magico che consiglio a tutti di sperimentare qualche volta. ad un certo punto della passeggiata, dopo gli affreschi di Pontormo, i dipinti di seicento fiorentino, gli intarsi lignei certosini, arrivammo nel chiostro grande, opera magnifica e monumentale, una delle più alte manifestazioni del nostro rinascimento. l’amica di colore ingenuamente ci disse: “ma qui in italia è tutto un cercare di tenere in vita le persone morte”.
appunto.

45 • maria grazia11 maggio 2011 alle 15:23

Eccellente! condivido tutto.Siamo un popolo di servi e troie;abbiamo bisogno diessere totalmente svelati al mondo per quello che siamo.

46 • janj17 maggio 2011 alle 02:53

Mi rivolgo a coloro che hanno parlato di pezzo non di satira. Da fare è un distinguo importante sull’essenza della satira: spesso si tende a sovrapporre la satira con la comicità. Il problema è che se si prova a rinchiudere la prima nella seconda, il risultato sarà una vera edulcorazione dell’espressione satirica.La volgarità è parte della libertà che si concede al satiro, in quanto verità profonda deve essere detta in qualsiasi modo. In sostanza Satira deve dire QUEL CAZZO CHE GLI PARE, in quanto termometro intimo (quasi anale) della società.

51 • simone7 giugno 2011 alle 13:12

Quale becero sotterfugio usano i Bravi del commento n° 50 per ingannar lo avido lettore di codesto salotto.

Quando lo mio cerusico podologo conclamerà lo mio o altrui malesser, allora caro messere, volgerommi alla vostra coorte per acquisir li vostri pedalini correttivi, che a veder la nobile società borghese delle nostre città, sembra che tutti soffrano del medesimo problema fisico, per lo quale i vostri orripilanti calzari parrebbero l’unica panacea.

con licenza.

52 • Lucia13 giugno 2011 alle 17:10

Per criticare berlusca (e va benissimo) questo pezzo è orribilmente e ahimé (ormai) banalmente maschilista

55 • seigen19 agosto 2011 alle 20:07

Sembra di leggere il post-Raiperunanotte di Luttazzi, quando libero dai vincoli televisivi può dar sfogo alle sue stipsi mentali e soddisfare quella pruriginosa necessità intima di attingere ad un campionario linguistico più licensioso. Se avessi voluto assistere alla sagra semantica della parafilia sarei andato su you jizz. Quasi quasi…

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