Spinoza

Un blog serissimo.

L'Antidemocratico

Una funesta proposta

«Per impedire che i suicidi italiani siano a carico dei loro concittadini e per renderli utili alla comunità».

È cosa ben triste, per quanti seguano il cosiddetto circo mediatico (termine tecnico per indicare: acrobati della retorica, clown politicanti, conduttori in equilibrio sulla corda, servi che maneggiano lo sterco di qualche pezzo grosso, pop-corn non inclusi), esser costretti a fregarsene così frequentemente dei morti suicidi per mancanza di lavoro. E che gran fatica. Uno non può finire di annodare lo spago dell’arrosto, di apprestare le braci per le melanzane ai ferri, di spalancare la finestra sul poggiolo per una boccata d’aria che il tiggì delle 13 già notifica di un imprenditore impiccato, di un ex dipendente che s’è dato fuoco, di un pensionato gettatosi dal balcone. Tanto più che questa gente non si uccide per una ragione privata, personale, ma pubblica: non paga per sè, ma per noialtri, per tutta la società; e lo fa senza che nessuno gliel’abbia chiesto.

È una piaga, quella di chi si ammazza per infondere il senso di colpa alle persone perbene, che reca offesa ai vivi, e li costringe a misurarsi con fastidiosi problemi sociali dai quali invece gradirebbero non ricever noie. Poiché una società morente, com’è ovvio, è affare ormai più dei morti che dei vivi. E quindi chiunque sapesse trovare un metodo onesto, facile e poco costoso, atto a rendere questi suicidi parte sana ed utile della comunità, acquisirebbe tali meriti presso il pubblico tutto, che gli verrebbe innalzato un monumento come salvatore del Paese.

Per parte nostra, dopo aver riflettuto a lungo su questo tema importante ed aver considerato attentamente i vari progetti di riforma presentati dalla illustre Congrega Autocratica dei Sedicenti Tecnici nella persona dell’anziana Mistress del Lavoro, ci siamo resi conto non già solamente della loro totale inefficacia (che alcune malelingue attribuirebbero all’eccessiva somiglianza dei membri della Congrega alle loro non poi così future salme, ipotesi comunque benevola rispetto a quella del costante ricatto di un Parlamento di impresentabili), ma anche del vergognoso disinteresse nel fornire nobili motivazioni ai suicidi che verranno.

Noi quindi presenteremo ora, umilmente, la nostra proposta che, vogliamo sperare, non solleverà la minima obiezione.

Si tratterà semplicemente di illustrare ai disperati alcune delle infinite possibilità di massimizzare l’utilità sociale del loro gesto estremo, senza gran fatica ulterore e con il medesimo, conclusivo risultato*; aggiungendo anche quel tipico sapore dolce di vendetta che, siamo certi, non potrà dispiacere a coloro che lo proveranno. Essi potranno in tal modo godere del privilegio di crepare con la convinzione di aver lasciato ai loro parenti ed amici un mondo migliore, poiché sarà loro compito portarsi al creatore un pezzetto di quello precedente. Un pezzetto a scelta – non si rendono necessarie imposizioni: è noto che le istituzioni, nel nostro Paese, sono di gran lunga le parti più ambìte, ed è risaputo che sono anche quelle che necessitano dei maggiori miglioramenti, essendo le loro radici ben affondate nella dabbenaggine (quando va bene) e nelle corruttele, nelle ladrerie, nei clientelismi (quando va male, e cioè sempre). Radici difficili da estirpare: più semplice una bella passata di fosforo bianco.

Un pakistano nostro conoscente, residente nella regione ridente del narratore onniscente, ci ha assicurato che la rima è scadente; avendo egli detto il Vero, v’è ragione di pensare che i suoi consigli siano anche Buoni, tantopiù quando riguardano arti la cui tradizione risulta così presente presso il suo popolo: arti magnifiche come un suicidio utile e ben compiuto. «Quanto utile la morte in terra, tanto grande la ricompensa in cielo», egli disse.

Avete capito, aspiranti suicidi? È ora di finirla di ammazzarsi invano. Nessuno vuole ostacolarvi il trapasso, ma c’è stile anche nel crepare. Il salto carpiato dalla finestra, le coltellate in famiglia, le saune di gas, i sacchi d’uomo appesi… lo sappiamo tutti che sono morti sprecate (e spesso non abbastanza divertenti). Vi dedicheranno mezza giornata d’attenzione per ognuno, se va bene, non di più. Qualche monito di qualche vecchio rincoglionito, le solite filastrocche già recitate 25 volte dall’inizio dell’anno senza che nulla sia cambiato. 25 inutili volte!**

Aspiranti suicidi, meritate di meglio! Perché accontentarsi d’essere ricordati come miserabili disoccupati, quando si può facilmente diventar martiri? Di crepare già l’avete deciso, chevvenefrega? Avete problemi di lavoro e siete disperati: nessun politico vi negherà udienza, e voi potrete stringere forte forte il vostro onorevole favorito – per l’ultima volta, e portare la sua anima in Paradiso assieme alla vostra, affinché possa esser perdonato (chi ha studiato in Italia sa bene che accade questo). Con un po’ di fortuna, potreste persino riuscire ad intrufolarvi in Parlamento e soffiare così il vostro ultimo bacio a questo mondo di merda con grande efficacia mediatica (certo dispiacerebbe per le scolaresche eventualmente presenti, ma tanto non avrebbero avuto alcun futuro comunque); oppure potreste sbrodolare la vostra storia lacrimevole in qualche trasmissione televisiva (ce ne sono a centinaia da purificare) prima di svelare il vostro adorabile dono di fuoco; sareste così ricordati per sempre.

Sbizzarritevi, lavorate di fantasia, pensate e agite in grande: una volta giunti all’Empireo vi ritroverete a confrontare i risultati, e sfigurare coi vostri compagni di fronte all’Onnipotente potrebbe risultare oltremodo disdicevole. Dicono sia piuttosto incazzato ultimamente, con Brignano sempre in mezzo ai coglioni. E allora avanti, suicidi: c’è la crisi, ci vuole rigore, è finita l’epoca dei piagnistei, è tempo di morire degnamente.

[p. M. - 24/4/2012]

* la morte.
** all’epoca in cui è stato scritto questo articolo. Ora, mentre lo revisiono dopo qualche settimana, sono 33. Quando sarà pubblicato saranno ancora di più.

73 commenti a “Una funesta proposta”

3 • Vanesmagic10 giugno 2012 alle 10:38

Da mettere nelle prime pagine dei quotidiani! Intelligente, commovente, vero.

Sì vabbè, non è che puoi venire qui dopo tanto tempo e spararci così sto post. Mi ero scordato il tuo stile draconiano oh.

Comunque io vorrei tanto che qualcuno abbracciasse forte forte La Russa o Gasparri. Perché lì vedo soli e bisognosi di affetto.

E sul suicidio Cristo, un po’ di stoicismo non andrebbe male eh. Un po’ di bacchettare con le vene aperte come Seneca ha pure il suo stile.

Saluti.

6 • Andoca Zovai10 giugno 2012 alle 11:17

Esimio Professore i miei più sentiti omaggi.Mi commplimento con Lei per la quantomai lucida e pregnante direzione indicata ai nostri più sfortunati concittadini,una questione mi sorge tuttavia…Non sarà mica eccessivo mirar al parlamento? L’edificio in se e per sè è un patrimonio (senza contar che comunque ci servirà) a prescinder dalla feccia che all’interno si riunisce…

9 • Dimaco10 giugno 2012 alle 12:06

“se proprio uno deve suicidarsi si faccia esplodere in parlamento!” negli ultimi 10 anni penso di averla sentita un centinaio di volte…
Dopo così tanto tempo mi aspettavo qualcosa di più brillante, non il solito “farsi brillare in parlamento”.
(ecco per dare l’idea qualcosa di meglio del mio ritrito gioco di parole).

11 • ReNudo10 giugno 2012 alle 13:26

Ben tornato Professore.
Proposta oltremodo interessante la sua, come al solito del resto. Spero che non venga letta solo come mera provocazione ma come proposta sì funesta ma assolutamente costruttiva. Pensiamo solo a quanto ne gioverebbero i palinsesti tv. Visto che ci danno in pasto ogni giorno lacrime, sangue e merda perchè non far assaporare loro il menù.
Ancora complimenti Prof!

12 • roberto10 giugno 2012 alle 13:40

A quanto pare le ingiustizie non riescono più a provocare una rabbia rivoluzionaria. La piazza fa paura, è corrotta. La “piazza della consueta protesta” risulta corrotta e ambigua. I “capintesta” lo sanno bene, preferiscono restarsene comodamente seduti davanti al pc a fare istigazione: adesso la gente con i suoi malumori sceglie la “piazza” di internet.

L’opposizione dell’opinione pubblica è una fastidiosa necessità del sistema. Un delicato equilibrio controllato tra dissenso, paura e speranza. Social network e blog vari si contendono i filoni opinionistici, gli sponsor non ammettono cali di gradimento, e premiano il numero di visite, non importa quanta fantasia inquina la realtà. E se sei bravo, magari qualcuno ti paga per pilotare le correnti popolari.

Qui la fantasia ispira qualcosa di abominevole. Evidente il parallelismo con i “kamikaze” dei movimenti islamici estremisti. Immolati con la promessa della gloria dei cieli = istigati facendo leva sui rancori personali e spingerli verso atti estremi di utilità politica.

Anzi è più facile, lo avevano già deciso! E’ vero, ma quanti sono ancora su quella barca che ondeggia nel mare della disperazione? Quanti sono quelli che possono mettere ordine alla speranza e tener duro anzichè aggiungere una motivazione “sublime” al gesto estremo?

La cosa che disgusta è il bieco cinismo che spinge alcuni istigare alla morte anzichè istigare alla vita.

Professore, dai il buon esempio, sarai ricordato per sempre.

13 • Duralex10 giugno 2012 alle 14:14

Spiazzante quest’editoriale. Non so se riusciranno a comprenderne la profondità di pensiero e la carica rivoluzionaria, i lettori di Topolino.

15 • Carla10 giugno 2012 alle 15:51

Pretenzioso, provocatorio, lezioso, ma soprattutto vuoto: affronta un tema delicato con gioco, senza portare il pezzo a considerazioni attente sulle cause della distruzione di una parte debole della società.
L’inizio è godibile poi trovo si perda nel narcisismo dell’autore. La battuta caustica su Brignano è un clichè satirico ormai stucchevole.

Allora non sono il solo ad averla pensata, ‘sta cosa. I miei amici mi guardavano strano mentre illustravo loro l’idea negli anni scorsi…

Gig, di solito a uno che pensa di far saltare in aria il Parlamento, non è che lo guardi normale-normale.

Quantomeno, per l’estremismo (del qualunquismo, più che del gesto).

18 • Fosco10 giugno 2012 alle 16:10

Be parlavo qualche giorno fa con il mio barista, ma con meno parole e con meno esigenza di bermi un caffè arrivato al termine del discorso.

19 • Klaud10 giugno 2012 alle 16:30

Vabbe’ suicidarsi, ma ci vuole un bel fegato per abbracciare Larussa o Scilipoti forte forte…

22 • Paolo10 giugno 2012 alle 19:07

Visto che titolo, stile, incipit ed alcune frasi sono prese pari pari da un Capolavoro dello humour nero, non sarebbe stato elegante dichiararlo, evitando il fastidioso retrogusto di quasi-plagio?

28 • Gino Chio10 giugno 2012 alle 23:58

Non leggevo cose così vere dai tempi de:
Berlusconi, una storia italiana.

Dottor Morte in tutte le caseeeeee!!!

30 • patti11 giugno 2012 alle 10:42

se penso alla disperazione di chi preferisce il nulla a poco vuol dire che era già morto dentro… acrobati della retorica, clown politicanti e servi che maneggiano lo sterco: la coscienza la lavano il lavatrice come le braghe

31 • Baseluna11 giugno 2012 alle 11:15

Siamo dunque a questo punto? Abbiamo bisogno del primo pinguino che tuffandosi incontra le zanne della foca leopardo (per il bene di tutti, s’intende)? Siamo tanto tristi e mesti da avere per unica proposta politica quella di una politica flambé? E’ francamente demoralizzante.

Nulla da dire sull’analisi del Dottore, lucida e pungente come tutte quelle che ho letto fino ad ora, ma il riflesso che lo specchio rimanda è gramo e pallido come un cadavere che si chiede se sia morto davvero. Se l’unico coraggio che ci è rimasto è il coraggio di morire, anche il migliore risultato dei coraggiosi sarà comunque vano.

Forse, a questo punto, l’esempio migliore sarebbe quello dei lemmings: eliminiamo le stolide fondamenta e qualunque sia l’edificio che sorreggono, esso è destinato finalmente a crollare.

(Logico corollario: alla prossima apertura d’urne, tutti a mare!)

32 • sissi11 giugno 2012 alle 12:12

Se è uno scherzo lo accetto volentieri. Altrimenti è banale, ipocrita e retorico. Un pò come la satira di questo blog pallosissimo. Ma come fate a pubblicare certe cose? Farete un libro?

33 • Raffaele11 giugno 2012 alle 13:56

La cosa più brutta di questi ultimi tempi è che temiamo tutti di peggiorare. Stiamo (mediamente) bene, ma abbiamo paura di dover abbassare il nostro tenore di vita, nel migliore dei casi, nel peggiore di perdere lo stipendio e di finire in mezzo ad una strada.
Io prendo questo articolo molto sul serio, mi sa che presto cominceremo a vedere i primi casi anche in Italia. La crisi finirà, come tutti i momenti storici avrà un inizio e una fine, ma prima che finisca vedremo il fondo.

35 • ACCABADORA12 giugno 2012 alle 10:23

Il suicidio, meglio se assistito, è uno dei modi per porre fine all’esistenza. Varianti: affidarsi alle cure dei medici, drogarsi come i pirla, fumare e mangiare merendine Ferrero. C’è pure il suicidio aziendale che non è quello consumato in azienda, ma dare la morte, più o meno dolce, all’azienda. Officiante generale per l’Italia: la Fiom; materna assistente : la Camusso. Non c’è al mondo un paese che per fare una macchina, leggasi Panda,debba scomodare governo, referendum, contratti collettivi, scioperi più o meno generali e cazzate simili. Vadano in malora le aziende e quelli che ci lavorano. Se lo meritano.

37 • mavalà12 giugno 2012 alle 14:06

Scusi, ma lei mi sta seguendo? E la smetta anche di leggermi nel pensiero. O se lo fa, almeno lo faccia in silenzio…

38 • Gigi12 giugno 2012 alle 16:11

Su schiavi all’armi all’armi!
L’onda gorgoglia e sale
tuoni baleni e fulmini
sul galeon fatale.

Su schiavi all’armi all’armi!
Pugnam col braccio forte!
Giuriam giuriam giustizia!
O libertà o morte!

42 • Dario13 giugno 2012 alle 10:56

Mah. La potenza satirica della “modesta proposta” stava nel voler portare le conseguenze della violenza degli oppressori al limite estremo (mangiare i propri bambini come soluzione). Qui, invece, la modesta proposta e’ sostanzialmente vendetta. La citazione a Swift c’e’ solo nella forma (titolo e qualche frase), ma quanto a potenza satirica e’ davvero patetica.
Non riesco proprio a vedere la profondita’ che altri vedono. Questo post parla alla pancia (“ammazziamoli tutti!”) ma non al cervello.

43 • garbuglio13 giugno 2012 alle 11:36

Ricordate il GIUSTI con il suo ‘La terra dei morti’?

Con la Fornero che pare odiare il lavoro e i lavoratori, con un particolare riguardo per gli ‘esodati’, non c’è da preoccuparsi: fra non molto saremo la terra dei morti.

45 • Alessandro13 giugno 2012 alle 12:12

Sbagliata la premessa.

Chi si uccide lo fa perchè non vede alternative o vie di uscita, e ha perso persino la voglia di lottare o di cercarle.

Non ci si uccide per dare un segnale a chi resta. Ci si uccide quando si è deciso che non esiste più niente altro che si possa fare.

Il suicidio è un momento tragico in cui l’uomo è solo.

Chi ha perso la voglia di lottare non va certamente in cerca di qualcuno da portare con sè per far star meglio chi resta.

Detto questo, Prof, spero che un giorno qualcuno ti abbracci forte, perchè sei una brava persona.

49 • ALESSIO DI MICHELE16 giugno 2012 alle 12:31

Chi avesse intenzione di seguire i consigli del prof. Morte si deve sbrigare: già è allo studio una nuova tassa per gli eredi dei suicidi, con maggiorazioni e sovrattasse per i mancati suicidi; inoltre qualche apertura del bavarese in materia prefigura un uso del gesto veramente pericoloso: loro sono 20 secoli che prosperano sul mito di un suicidio utile all’ umanità !

52 • Urkus17 giugno 2012 alle 19:50

Concetti semplici, semplicistici e demagogici annacquati e diluiti oltremodo in una narcisistica dialettica. Professò faciteve na tazzulella i cafè e gliateve a cuccà. Con affetto, Pier Ambrogio da Milano.

58 • garbuglio20 giugno 2012 alle 17:56

Cuor nero
che odia
chi lavora
che odia il tempo indeterminato
che odia il posto fisso
che odia il salario sicuro
che ama la morte in cantiere
e fuori
che inganna gli esodati
che cambia le regole dopo la partita
che imbroglia sui numeri.

Chi è?

60 • cristiano25 giugno 2012 alle 19:05

A proposito dei suicidi, ho sentito idee molto più sferzanti al bar sotto casa.
Ma si sa che le idee contano poco. Conta lo stile.
Lo stile di questo post può impressionare solo gli sprovveduti.
Il nichilismo d’accatto, che cerca l’ironia ma inciampa nel barocco, non è più una novità.

62 • Zelinda Sbiancalani26 giugno 2012 alle 10:58

Cristiano, aggiungere “d’accatto” al nichilismo del post è arbitrario. Che sia nichilismo siamo d’accordo. E che debba essere una novità chi l’ha detto? E’ arbitrario anche questo.
Che debba impressionare lo stile, è arbitrario anche questo.

Com’è arbitrario dire che la tua frustrazione come scrittore mancato ti fa attaccare con le solite accuse di mancata originalità gli scritti degli altri.

L’ironia è un mezzo, il messaggio, l’invito alla riflessione, il gioco sull’amarezza ci sono comunque. O dobbiamo stare in silenzio perché qualcuno, da qualche parte, in qualche epoca, ha avuto il nostro stesso pensiero e magari l’ha espresso egregiamente?

Questa persona, chiunque sia, si è posta questo problema? Con decine di migliaia di testi prodotti ogni giorno?

Utile pensarci eh…

64 • markele26 giugno 2012 alle 13:53

@ZelindaSbiancalani

mi sembra che il tuo pensiero sia arbitrario, o sbaglio? (sbaglio)

65 • addà venì barcone2 luglio 2012 alle 09:45

Io fan del professore e dei suoi scritti antidemocratici, direi che questo intervento è stupido, qualunquista, facile e poco significativo.
In una parola: ‘na merda.
E ci hai messo pure mesi a partorirla.

66 • Vitriam3 luglio 2012 alle 02:06

Nee… rischieremmo di avere pezzi di Onorevole scaricati abusivamente nelle strade di Napoli per i prossimi 10 anni. E, francamente, se fossi un Napoletano mi farebbe schifo buttarci la mia monnezza sopra… perche’ non il Modello Polacco? Gli diciamo che c’e’ un coca party con un milione di vergini e transessuali, li carichiamo tutti su un aereo e poi chiediamo a quell’usticense…

Un’eco del dolore di chi ha pagato con la vita il merdaio prodotto dalla nostra intelligentia.

Un abbraccio da Amsterdam a chi lotta ogni giorno, ed a chi non ce l’ha fatta.

67 • garbuglio3 luglio 2012 alle 11:55

Inciampare nel barocco…
Nichilismo d’accatto…
Frasi ormai fatte…
Mi manca l’aria…
E così via.

Quando mi diagnosticarono un tumore pensai che nel caso fosse inguaribile mi sarei sacrificato per la nazione facendomi esplodere in parlamento.

Grazie a dio sono guarito e non se n’è fatto nulla…

69 • Luca B.23 agosto 2012 alle 10:47

Vorrei proprio aggiungere un commento costruttivo, ma non so proprio a cosa possa servire.
Mi pare manchi la visione trasversale degli eventi, la prossima volta che osservi le cose, girati a vedere quanti già stanno dietro di te e piu’ lontani.

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72 • Poliziano9 marzo 2013 alle 06:03

Ben detto. Perche’ fare tanta fatica per ammazzarsi, con annesso tormento interiore e turbolento delirio di nervi, quando il corso della vita lo fa gratis al termine dell’esistenza?

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